ombra…

Perché dovrei ascoltarti? Diciamo che ho in mente qualcosa che ti riguarda ma non sono del tutto convinta che ti piacerà. Vorrei adescarti, ma non posso. Mi hai avuto sempre dietro le tue spalle ma non ti sei mai girata, mai una volta che riuscissi a guardarmi.
Io al contrario tuo, ci sono sempre stata. Ti ho osservato per tutto questo tempo mentre eri li difronte alla finta ombra. Io però sono quella vera… fatta solo di aria e fantasia.

Liberami

Liberami

Liberami

Dialogo con uno specchio…

Franci Franci… cos’hai Franci?
Sono certo che gli innumerevoli volti di questa vita sono per lo più affetti. Loro però si comportano male, non meritano nulla e in cambio vogliono tutte le tue risorse.
Quanto ne basterà ancora?
La tanica sembra piena ma a non voler aprire il rubinetto sono io. Perché io non basto più.

Gli amici, cosa sono gli “amici”?

Esistono solo loro, il loro pensiero è rivolto a loro stessi con la conseguenza di non rispettare più quelle sottigliezze che invece io rispetto per loro sempre ed in ogni caso.
Non credo mi percepiscano come una persona, ma come un essere inanimato e inespressivo, una super-marionetta, personaggio del film della loro vita al quale devono soltanto una sorta di merito per esistere, subliminalmente nascosto sotto forma di pensierini come regali ecc.

Troppe volte >loro sono esistiti dentro di me.

Adesso invece sono disordini emotivi.

Il mio punto di vista è che loro siano un accozzaglia di meccanismi, di rotelle. Nel loro disordine che tanto amano esprimere a parole li fuori io trovo un perché, non l’ordine. Anzi è un ordine, ma non sarebbe accettabile dal loro livello di conoscenza. Nello strato dal quale essi vedono le cose intendo. Non accettano il perché > quindi non amano l’ordine scaturito da un eventuale perché. Piuttosto cercano di creare un film tutto loro nel quale possano sguazzare liberamente nella trama della loro falsa, ipocrita e artificiale vita.

Cibo per me…

sogni perplessi, sogni per i drepressi.

Non per la massa, ma per i disperati come me. Siamo di nicchia.
Come gli audiofili e tutti gli altri che finiscono con φιλία, tranne i deviati ovviamente.

Siamo pochi e incompresi. Ma i sogni fatti apposta per noi sono i migliori. Ed è proprio perchè non ci accontentiamo che vogliamo il meglio. Il nostro meglio… si, esistiamo solo noi.
parla per te < un moralista mi ha consigliato. Faccia di cazzo. Sembra che per loro sia più importante il gioco nella polemica che il suo contenuto. No, parlo in base a quello che percepisco e che nei miei confini risulta essere vero. Chiamala ignoranza > per me è tua l’ “ignoranza”.

Quindi ricalcolo.

Sono solo e incompreso, ma i sogni fatti apposta per me sono i migliori. Ed è proprio perchè non mi accontento che voglio il meglio. Il mio meglio… si, esisto solo io.
parlo anche per te > moralista di merda. La mia priorità e da sempre riuscire ad etichettarti… comunista / radical / cheguevara / intellettuale / bigotto / esibizionista / pagliaccio / posteggiatore / qualunquista…

Maschere…

Mi danno in pasto delle maschere > i meravigliosi sogni di Nessuno.
Miei < dato che parlo per me.

Violini…

Respingimi, urlami contro, scaricati su di me e fammi sentire male, in colpa. Tu sei bravissimo nel farlo e forse continuerai pure. Ma io non lo merito > la tua voce è priva di significato, i tuoi insulti sono vuoti e i tuoi occhi per quanto mi facciano paura, per quanto siano determinati, io me ne sto fottendo. Mi faccio una s**a piuttosto che ricordarti e se comunque ritornerai ti abbraccerò facendoti sentire bello e idolatrato, perché se respingermi significa umiliami, ridicolizzarmi, annullarmi. Allora tu sei il mio eroe.

Non nascondo che nella mia immaginazione sono stato più volte il pubblico di sanguinosi eventi dove tu, personaggio principale, morivi lentamente e ti rigeneravi ridondantemente.

Tuttavia adesso che sei il mio eroe, la mia ammirazione nei tuoi confronti è alta e maestosa ed è inversamente (?) proporzionale rispetto all’amorevole odio precedente.

THINK BIG

Semaforo…

Vorrei sempre averti con me, respiro aria fredda e umida, la sento passarmi per il naso, è rosso.
Vorrei trovarmi lontano, trasportato da quell’aria che tanto mi gela. I nemici ora sono da un altra parte persi nel loro vuoto.
Ora non mi resti altro che tu, finalmente.
Vivo circondandomi di serenità, di un futuro che, anche se incerto è bellissimo perché lo sto vivendo come fanno tutti gli altri e non bloccato e infreddolito da un semaforo sempre rosso.

Pantano…

Divisioni. Era quello che volevo > tagliarmi un pezzo di quello che era. Ma si nutrono delle mie paure mettendomi di fronte ad azioni del passato.
In realtà non ho fatto nulla di male, ma sta proprio qui il problema > aver fatto il nulla. Mentre tutti gli altri e il resto si evolvono, io rimango indietro.
L’essere stato continuamente mortificato e umiliato da bambino mi ha portato a chiedermi perché io si e gli altri no. Inizialmente non me ne rendevo neanche conto, era normale (per me) che fossi lo scemo di turno. E’ stato come un orientamento sessuale.
Infatti io stesso cominciai a comportarmi in modo da creare il pretesto per essere preso per il culo. Ero una spugna da piccolino, assorbivo senza rinnegare ne accettare.

mj53ukp

Dopo è il danno e dopo (ancora), l’acqua che esce dai fori aperti da proiettili di piombo inonda tutto quello che per me ha importanza rendendo un pantano sotto le mie scarpe, come camminerò adesso? Il fango mi ostacola mentre provo a muovermi.