CONSIDERAZIONI


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1280px-life_magazine_logo-svgVedere il mondo.
Cose pericolose da raggiungere.
Guardare oltre i muri.
Trovarsi l’un l’altro, e sentirsi.
Questo è il senso della vita.


Perché ci riprovo sempre? Perché rimandare, perché non farlo oggi?
Non voglio più pensare di poterlo fare da domani. Forse è perché vedo tutto in modo continuo e se si spezza dovrò ricominciare da capo.


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Devi necessariamente convincerti che per crescere servono i progetti. Lo hai visto pure tu, li davanti a te, quella storia che era morta, spenta.
Ma nel tempo questa storia è cresciuta, ha lavorato per raggiungere la dignità che merita e solo adesso ha la consapevolezza di chiamarsi Storia.
Risultato > un libro da leggere, un racconto di avventure, di intrecci e di delusioni. Senza sosta, un continuo vivere pieno e permeato da circostanze insolite.


E’ come se mi sentissi non adatto, fuori luogo, senza il giusto equilibrio.
Mi sento mediocre… non che lo sia veramente, ma mi sento così > 5.
Ieri sono andato via, per rispetto a me stesso, ma tornerò migliore.
Un allenamento psicologico.


Sei tosto, ma nessuno ti deve niente e anche se fosse,
il nulla ti dà nulla.
Ma visto che sei tanto sveglio, prenditi le tue cose e vai via.
—> Evolviti.


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Paul Klee (1879-1940), Bildnis eines Kostümierten

Ora, tenendo conto dell’altissima probabilità di impazzire in un luogo così desertico e ostile, come appunto, la realtà in cui vivo; e’ necessario che abbia le idee chiare su quali siano i miei obiettivi e quali invece siano solo modi per perdere tempo.
Un punto a mio svantaggio è l’essere stati abituati a credere di essere inutili, il risultato è un ragazzo che s’impegna poco. Come fare allora?
La prima regola in questi casi è il lavoro… mentale o fisico. Non posso permettermi la pigrizia. Ho un potenziale però, la riflessione. Questa è la mia salvezza, razionalizzare ogni cosa, trovare la logica, cercare il perché ogni dove anche quando e microscopica < questo mi ha salvato – rotto. Ma sono vivo.
Ora, bisogna essere efficienti, bisogna dimenticarsi del dolore, dei traumi e dei ricordi che affliggono un uomo in un isola desertica con l’unica compagnia di una fottuta noce di cocco e la propria ombra.
Non serve agire, quello… a modo mio l’ho gia fatto. Piuttosto serve seguire la strada giusta < e qui mi paro il culo. Tutte le vie e i sentieri fanno resistenza al tormento e alle bufere, ma solo una è quella che, oltre a coprirmi dal peggio, mi porta sulla navicella per ripartire e ritornare a casa. Sono fortunato allora… Io cerco la logica. Cerco la verità e questo sminuisce quell’inutile e irrilevante punto debole > la pigrizia, l’accidia.
Contemporaneamente si va sviluppando nel tempo un pensiero bello pesante < gli obbiettivi. Mi alimentano, sono il carburante per muovermi.
Non si percorrono strade senza aver fatto il pieno. Allo stesso modo io, non posso andare avanti senza fuoco, senza spinta.
Devo essere efficiente, preparato a tutto e ironia al massimo. Sopravvivere.


Non devo permettere a nessuno di poter usare l’interruttore.


God as Architect/Builder/Geometer/Craftsman, The Frontispiece of Bible Moralisee


Cosa sono sotto la polvere?


Una chance nelle circostanze di un fiore che non è un fiore ma un cavallo senza nome… in amore


Non serve a nulla creare analisi del proprio passato, non si rimarginano ferite ma si prende solo atto dei propri errori. Comunque e per sempre siamo dentro ad una prigione, che dorata per alcuni e per altri no, è sempre una prigione, una gabbia. La possibilità di riscattarsi su un vissuto turbolento avviene, una volta aver preso coscienza del prima, operando sul futuro (presente).
Lottando quindi attivamente contro la pigrizia e l’accidia e occupandosi di se stessi con attenzione e cura, perché ognuno è in grado di firmare il proprio nome e avere quindi una dignità. Siamo composti da pensieri, siamo quindi valiamo.
Nessuna frattura interiore può annullarci, probabilmente saremo anche più forti dopo.

Con classe e stile, in qualsiasi condizione e circostanza ci muoviamo, quindi di nuovo… valiamo.

Proiettarsi in un futuro prossimo dove piangere e rimuginare, no! Progettare se stessi questo è l’obbiettivo. Nulla può evirarci.




La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo,
 e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi
 e più soggettivi recessi dell’anima.

Carl Gustav Jung (1875 – 1961)

Edward Hopper (1882–1967), Study for Nighthawks, 1941 or 1942. Fabricated chalk and charcoal on paper; 11 1/8 × 15 in. (28.3 × 38.1 cm). Whitney Museum of American Art, New York; purchase and gift of Josephine N. Hopper by exchange 2011.65

La vibrazione struttura la materia

SUONO / FORMA / COLORE per manifestarsi necessitano di vibrazione > movimento.
Il movimento è l’elemento base per realizzare ogni oggetto, sia simbolico o concreto.

L'”oggetto” è il risultato armonioso di due elementi fondamentali > contatto e calcolo. Funziona come una bilancia, bisogna che tra i due ci siano equilibrio. Ed è importante anche che i due stessi abbiano misura propria.
Questa formula è utilizzata inconsciamente da ogni bravo artista. Il suo sè è creativo ed quindi predisposto per realizzare oggetti che sembrano vivere con anima > sembrano, perché è solo un effetto, appunto un ethos > effetto.
Nel mondo greco questo era scaturito in base al tipo di matematica utilizzata e applicata al processo poetico. Si ottenevano così diversi effetti: dorico, ipodorico, frigio, ipofrigio, lidio ecc…