Radical Chic

Il movimento è la cosa più importante.

Come sono arrivato fino a qui?
Cammino… evito di prendermi le spallate da questi presuntuosi e invadenti radical chic, la loro aria superba la puoi notare anche mentre camminano: il loro ritmo, la faccia che mettono mentre tutto il loro corpo si muove in un armonioso e scandaloso loop.
Tranne e ovviamente se sei uno di loro. Già il solo aver scritto “uno” a loro da fastidio… la parita di genere.
Li devo evitare per forza facendo slalom. Dove vado? Sono seguace di qualcosa più grande di me. I passi da fare sono assai e lo sono ancora di più se si conta la disperazione e i suicidi mentali che pervadono in alcuni dei tanti momenti. Anche questi sono movimenti > pensieri. Sono azioni concrete compiute in frequenze differenti. Ma non sono mai arrivato fino a tanto, a cambiare canale.
Le frequenze si accavallano tra loro, creano intrecci affascinanti ed io vomito per lo stress e l’ansia.

Il Panico…

Come faccio ad assumere il loro stesso portamento? Non che li voglia copiare, ma voglio capire solo come si fa.
E’ una costruzione la loro. Sono attori del sistema? Sono personaggi? Parlano con la voce degli altri. Altri che li rappresentano, altri che li osservano > Registi della grande opera ispirata sul mondo. Gordon Craig lo sapeva bene, nel teatro sono gli “effetti” la priorità assoluta e il regista è il poeta N.1.

Violini…

Respingimi, urlami contro, scaricati su di me e fammi sentire male, in colpa. Tu sei bravissimo nel farlo e forse continuerai pure. Ma io non lo merito > la tua voce è priva di significato, i tuoi insulti sono vuoti e i tuoi occhi per quanto mi facciano paura, per quanto siano determinati, io me ne sto fottendo. Mi faccio una s**a piuttosto che ricordarti e se comunque ritornerai ti abbraccerò facendoti sentire bello e idolatrato, perché se respingermi significa umiliami, ridicolizzarmi, annullarmi. Allora tu sei il mio eroe.

Non nascondo che nella mia immaginazione sono stato più volte il pubblico di sanguinosi eventi dove tu, personaggio principale, morivi lentamente e ti rigeneravi ridondantemente.

Tuttavia adesso che sei il mio eroe, la mia ammirazione nei tuoi confronti è alta e maestosa ed è inversamente (?) proporzionale rispetto all’amorevole odio precedente.

THINK BIG

Semaforo…

Vorrei sempre averti con me, respiro aria fredda e umida, la sento passarmi per il naso, è rosso.
Vorrei trovarmi lontano, trasportato da quell’aria che tanto mi gela. I nemici ora sono da un altra parte persi nel loro vuoto.
Ora non mi resti altro che tu, finalmente.
Vivo circondandomi di serenità, di un futuro che, anche se incerto è bellissimo perché lo sto vivendo come fanno tutti gli altri e non bloccato e infreddolito da un semaforo sempre rosso.