Una penna, un blocco note e poi qualcosa da scrivere…

Una penna, un blocco note e poi qualcosa da scrivere ovviamente. Qui seduto nella seconda classe di un aereo diretto a Roma, cosa penseranno i miei, la mia ragazza, i miei amici quando sapranno cosa ho fatto. Sto letteralmente scappando, ma da cosa? Piccoli fastidi risultano troppo pesanti, grandi desideri nascosti invece diventano piccoli, e ora possono passare da quella vecchia porta della pazzia, che come solo noi sappiamo fare, la rimpiccioliamo fino al punto di non vederla più. Per salvaguardarci, per proteggerci da qualcosa di veramente rivoluzionario. Una di quelle scelte che cambiano la vita, dai, si è capito. E ho paura di questo? È così naturale e delicato che solo chi possiede la capacità di adoperare un “altro” occhio può capire quanto sia fragile un evento di questa portata, ma basta un po’ di vero coraggio per varcare quella porta, passare dalla linea di demarcazione, questo è il vero cambiamento, questa è lotta.
E ora mi impunto su di un altra domanda, perché prevenire tutto questo, perché rendere invisibile l’accesso all’impossibile?
Beh, eppure è semplice, potrei rispondere che molto spesso rinneghiamo un cambiamento solo perché l’allusione benevola che abbiamo di essa, compromette tutta una struttura di vita costruita e fondata da noi stessi. Quindi non corrisponde, andremmo solo ad intaccare un po’ tutto ciò in cui abbiamo creduto e così facendo, il benevolo diventa, mi azzardo a scrivere, cancerogeno. Una cellula è pur sempre una cellula, ma è impazzita e durante il tempo distrugge l’intero sistema.
Ma anche quella è una rivoluzione, anche li stiamo attuando un azione imprevedibilmente diversa, semplicemente complessa. Solo perché è nella nostra natura, quando la sentiamo, come degli animali, noi abbiamo degli istinti, superiori o inferiori, che ci danno un La a tutto questo, e a tutto il resto.

Dormivano…

E tutti quelli dall’animo corrotto lottavano tra loro con il pretesto di essere in possesso dei migliori “spaghi d’oro”.
E tutti s’illudevano acclamando quel burattino, e questo parlava, parlava e parlava.
E tutti elogiavano l’ascesa di un falso eroe, pronto a sacrificarsi per un popolo. Per tutti. Per la massa.
E tutti ignoravano dentro di loro la voce che chiedeva il “perché”.

Tutti – sapevano che era un modo per realizzare se stessi
Tutti – sapevano che era auto-convinzione
Tutti – arroganti mentivano
Tutti – dormivano.

Verrà a salvarmi

Luce, in fondo che mi acceca. Chiudo gli occhi e subito li riapro, ma ora solo profonda oscurità.
Nuoto verso quel punto bianco che di colpo mi appare. All’improvviso mi accorgo che non ce nulla.
Mi rendo conto che la mia convinzione era tanta da farmi vedere quello in cui credevo.
Sono solo…
Devo tenere i nervi fermi per resistere, prima o poi qualcuno, verrà a salvarmi.