Cibo per me…

sogni perplessi, sogni per i drepressi.

Non per la massa, ma per i disperati come me. Siamo di nicchia.
Come gli audiofili e tutti gli altri che finiscono con φιλία, tranne i deviati ovviamente.

Siamo pochi e incompresi. Ma i sogni fatti apposta per noi sono i migliori. Ed è proprio perchè non ci accontentiamo che vogliamo il meglio. Il nostro meglio… si, esistiamo solo noi.
parla per te < un moralista mi ha consigliato. Faccia di cazzo. Sembra che per loro sia più importante il gioco nella polemica che il suo contenuto. No, parlo in base a quello che percepisco e che nei miei confini risulta essere vero. Chiamala ignoranza > per me è tua l’ “ignoranza”.

Quindi ricalcolo.

Sono solo e incompreso, ma i sogni fatti apposta per me sono i migliori. Ed è proprio perchè non mi accontento che voglio il meglio. Il mio meglio… si, esisto solo io.
parlo anche per te > moralista di merda. La mia priorità e da sempre riuscire ad etichettarti… comunista / radical / cheguevara / intellettuale / bigotto / esibizionista / pagliaccio / posteggiatore / qualunquista…

Maschere…

Mi danno in pasto delle maschere > i meravigliosi sogni di Nessuno.
Miei < dato che parlo per me.

Sono al centro

Un punto bianco e i confini tracciati di colore nero.
Sotto è la sabbia. Sopra è l’inverno.
Non si vede bene lassù, è tutto bianco perché nuvoloso. E’ pallido, e racchiusa è la mia esistenza tra i confini della linea che delimita li da qui.
E’ passato un po di tempo da quando ancora avevo paura. Ora non ne ho più, ho solo un autentica nostalgia di eventi che mi sono accaduti prima di varcare la linea. Ho ricordo di profumi, colori… ambienti. Le scene sono composte da sensazioni, un ethos… è difficile da spiegare.
Le immagini hanno un movimento lento che viene costruito da precise circostanze: Natale, Albero, le palle dell’albero riflettono la luce, poi quella piantana e in basso la spina che l’accende; accanto è mia nonna e li vicino mia madre. Poltrone, casa, famiglia. Odio. Non vorrei avere odio, ma solo amore. Coglionate. Non è il moralismo a salvarmi, è solo la normalità che voglio.
Mia nonna ha ancora capelli tinti colore oro. Sono nel 97, forse 95. E’ un altro mondo quello, è bastato però che il sole e la luna giocassero a fare su e giu un migliaio di volte per farmi arrivare dove sono adesso. Già… è stato come il sesso. Peccato che a godere sia stato solo il destino, perché si è compiuto. Il suo volere è alto, non può mica scendere ai compromessi di un idiota, ma allora perchè tanto interesse… perchè queste costrinzioni? E’ il limite che devo accettare? La linea?

Si… è la linea.

La Causa

Certe volte sembra proprio che l’uomo abbia bisogno di battersi per una causa. Peró le motivazioni che l’alimentano sembrano essere più un pretesto per sentirsi parte di qualcosa piuttosto che un vivo e reale risentimento nei confronti di valori o etica, a prescindere che questo sia giusto o sbagliato.

giusto o sbagliato sono termini prettamente umani e quindi opinabili > il giusto è legato all’idea di qualcosa che tende ad essere perfetto, mentre sbagliato è la negazione del bene e quindi di qualcosa che non può diventare perfetto.

Il problema è che la maggior parte degli uomini lasciano decidere a qualcun altro cosa sia giusto o sbagliato per loro, invece di sforzarsi con il proprio intelletto di capire cosa è veramente il bene.

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Dormo… durante il sonno conto i respiri. A questo dolore – il ricordo, non c’è pace, ma solo un silenzio che ad occhi chiusi guarda i confini di una terra ghiacciata. I piedi scoraggiano di continuare e di andare avanti verso stanze vuote piene di fantasmi e di affetti sbilanciati.

Cammino e immagino cose nuove, evado da quello che era perfetto. La tranquillità è il mio forte, sto bene a casa ricoperto da quell’unica realtà in cui venivo cullato, protetto. Fuori invece è il nulla, una condensa di risate, chiacchiere e stronzate, ed io… cosa ci faccio qui? Non vengo chiamato a fare la stessa cosa, rimango fermo a pensare in un banco verde, vuoto. Che fanno gli altri che io non posso fare? Giocare prendendo a calci una bottiglia? Rincorrersi l’un l’altro?
Lontano vedo mio fratello, chiede se qualcuno vuole giocare con lui, gli altri lo evitano, come posso proteggerlo? Ma da cosa dovrei proteggerlo? Che sta facendo di male?

È il male il problema, si nasconde e gioca come un bambino a nascondino.

Chiuso in una stanza vuota, silenzioso è lo spazio che mi attraversa, e in queste stanze chiuse conosco cosa sono, cosa voglio essere, cosa voglio diventare.
Il resto era come se non mi appartenesse, non riuscivo a farlo mio, era un mio limite.
Ero brutto, ero strano > solo.

Svegliarsi, perché farlo? È pesante… quella montagna di vestiti, quelle mutande sporche e quelle urla, è una sveglia. Quelle mani ancora mi vestono, pantaloni mai lavati, forse una volta.
Odori sgradevoli mi ricoprono, la testa mi prude, ed io non capisco ancora il perché.
Perché nessuno mi ha protetto? Perché mi hanno fatto credere che era normale? Evidentemente non ero importante, me ne ero già accorto e lo sentivo. Lo vedevo.

Ridi > lo facevo sempre, in modo convulsivo. Forse sdrammatizzavo.
Ma ero stupido come dicevano gli altri? Si, tanto ridere fa bene, allora lo faccio quanto cazzo mi pare.
La vecchia maestra pulla neanche mi guardava, sorridevo troppo per lei. D’altronde andavo male in tutte quelle “materie”, come si fa a non accorgersi dell’inutilità di quei libri, cosa mi servono a me? Dove mi portano se sono solo… se sono il nulla?
Pensavo quanto fossero fortunati gli altri, quei piccoli bambini ingenui, tutti in un unico mondo < ma io qui, non ci sono.

Che significato ha un amico? O meglio, un amica? Proprio quella compagnetta che mi piaceva a me. Impossibile da avere, il livello è troppo elevato per uno come me. Per uno che parla con l’aria, e il vento lo chiama da dietro come per giocare a rincorrersi l’un con l’altro, proprio come fanno i piccoli compagni tra di loro.
“Immagina”, diceva la mia voce interiore > un altro minuscolo me, posto nelle stanze tristi e vuote dei miei ricordi. Cosa serve farlo? > EVADERE.

Vai via! Ma se sto solo, con chi parlo? Benvenuto nuovo me, tienimi compagnia per questo mio nuovo viaggio. Ci sarai tu al mio fianco, proprio come fa un amico.

 

Il sistema non è buono…

Perché non fanno una manifestazione per la pace? Un Pride per la pace.
E’ più semplice organizzare un grande Pride sulla pace e sul “bene” invece che farlo per gli etero, i gay, le lesbiche, i transessuali, le piante, gli animali o gli alieni.
Piuttosto, una vera manifestazione di amore potrebbe essere > unirci tutti insieme, di qualsiasi razza, colore, gusti e religione.
Se imparassimo veramente cosa vuol dire avere amore, tutti questi movimenti non avrebbero motivo di essere organizzati, perché ad una persona generosa e amorevole non gli interessa se una donna sta con un altra donna < è scontato e normale.

Non credo che questo mondo sia un medioevo, perché ancora non si accetta ad esempio: l’omosessualità. Penso di vivere ancora negli anni 1000 perché si accetta l’omosessualità come un genere. Tutto ciò che facciamo oggi, diventa un genere.
Ad esempio (banale): usi un blog? Sei un blogger! Usi YouTube? Sei un youtuber! (inevitabilmente accresce la presunta importanza di queste stronzate).
Naturalmente non mi riferisco all’essere omosessuali.

La libertà sta nel genere o nell’essere?

Il genere determina qualcosa, circoscrive dei modi, adotta un ordine preciso e ha una sua logica.
Mi ricorda tanto la religione cristiana ottusa del medioevo, molto criticata anche oggi. (In quanto “religione”). La differenza tra quel medioevo e questo, consiste nell’avere attorno più religioni piuttosto che averne un’unica dominante. Ne abbiamo tante, continuamente nascono e se ne evolvono altre.
L’uomo ha bisogno di questo, di appendersi a qualcosa, non lo decidiamo ed è nella nostra stessa natura. Ci fa sentire qualcosa.
Ma è vera libertà questa?

Strumentalizzare e rovinare un’idea che porta a un miglioramento dei valori nello strato umano. E’ triste perché significa avere dei costumi, delle mode, stessi pensieri e persino avere lo stesso “telefonino” < questo è avere una religione.

Allora io crederò in un Dio, questo Dio che è armonia mi rende veramente libero, perché non mi aggrappo a nulla, seguo solo ciò che ha perfezione, ma non quella stessa perfezione che ti spacciano. Mi riferisco all’armonia che risiede già nella natura.
Mi permette questa libertà di approfondire le mie ricerche, che siano scientifiche o umanistiche. Mi rende libero e mi porta fuori dagli schemi. Queste religioni (schemi) vengono giustificate da un altra grande religione > sistema.

= E’ se è così, il sistema non è buono <– Non sei libero di essere.