è assurdo

È bello l’aborto, non a caso esiste la caramella.
È bello l’aborto, non a caso esiste la caramella.
È bello l’aborto, non a caso esiste la caramella.
È bello l’aborto, non a caso esiste la caramella.
È bello l’aborto, non a caso esiste la caramella.

«Assurdo è ciò che è privo di scopo. Recise le sue radici religiose, metafisiche e trascendentali, l’uomo è perduto; tutte le sue azioni diventano insen- sate, ridicole, inutili» > IONESCO

Mangiamola insieme, si compra al supermercato e ha il gusto di banana.
Mangiamola insieme, si compra al supermercato e ha il gusto di fragola.
Mangiamola insieme, si compra al supermercato e ha il gusto di lampone.
Mangiamola insieme, si compra al supermercato e ha il gusto di ciliegia.
Mangiamola insieme, si compra al supermercato e ha il gusto di mela.

«Assurdo è ciò che è privo di scopo. Recise le sue radici religiose, metafisiche e trascendentali, l’uomo è perduto; tutte le sue azioni diventano insen- sate, ridicole, inutili» > IONESCO

la vita è fatta (da una fabbrica di operai) per essere vissuta, e nessuno in alcun modo deve opporsi a questa legge anti-naturale. È x cuesto ke io cambierò, mi convincerò di essere omosessuale perchè voglio la foglia sul ramo liquefarsi ed essere cosí poi aria e non terra. Io vi dico che per queste ragioni (religione) così come sono state fatte e concepite dagli operai, io mi sposerò con uomo dopo essere diventato donna. Si!!!!! È l’assurdo!
Staccami quindi le radici, fammi essere libero, fammi scordare il dramma della vita che scorre e si esaurisce inevitabilmente, cosicchè possa tastare in tempo i profumi squisiti nelle cucine dei mischini… apprendi? La stai tritando la mia foglia?

«Assurdo è ciò che è privo di scopo. Recise le sue radici religiose, metafisiche e trascendentali, l’uomo è perduto; tutte le sue azioni diventano insen- sate, ridicole, inutili» > IONESCO

rifiuto, straniamento, alienazione, sgomento, deformazione > AVANGUARDIA

THINK DIFFERENT? No! PENSO INVERSO.

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Dormo… durante il sonno conto i respiri. A questo dolore – il ricordo, non c’è pace, ma solo un silenzio che ad occhi chiusi guarda i confini di una terra ghiacciata. I piedi scoraggiano di continuare e di andare avanti verso stanze vuote piene di fantasmi e di affetti sbilanciati.

Cammino e immagino cose nuove, evado da quello che era perfetto. La tranquillità è il mio forte, sto bene a casa ricoperto da quell’unica realtà in cui venivo cullato, protetto. Fuori invece è il nulla, una condensa di risate, chiacchiere e stronzate, ed io… cosa ci faccio qui? Non vengo chiamato a fare la stessa cosa, rimango fermo a pensare in un banco verde, vuoto. Che fanno gli altri che io non posso fare? Giocare prendendo a calci una bottiglia? Rincorrersi l’un l’altro?
Lontano vedo mio fratello, chiede se qualcuno vuole giocare con lui, gli altri lo evitano, come posso proteggerlo? Ma da cosa dovrei proteggerlo? Che sta facendo di male?

È il male il problema, si nasconde e gioca come un bambino a nascondino.

Chiuso in una stanza vuota, silenzioso è lo spazio che mi attraversa, e in queste stanze chiuse conosco cosa sono, cosa voglio essere, cosa voglio diventare.
Il resto era come se non mi appartenesse, non riuscivo a farlo mio, era un mio limite.
Ero brutto, ero strano > solo.

Svegliarsi, perché farlo? È pesante… quella montagna di vestiti, quelle mutande sporche e quelle urla, è una sveglia. Quelle mani ancora mi vestono, pantaloni mai lavati, forse una volta.
Odori sgradevoli mi ricoprono, la testa mi prude, ed io non capisco ancora il perché.
Perché nessuno mi ha protetto? Perché mi hanno fatto credere che era normale? Evidentemente non ero importante, me ne ero già accorto e lo sentivo. Lo vedevo.

Ridi > lo facevo sempre, in modo convulsivo. Forse sdrammatizzavo.
Ma ero stupido come dicevano gli altri? Si, tanto ridere fa bene, allora lo faccio quanto cazzo mi pare.
La vecchia maestra pulla neanche mi guardava, sorridevo troppo per lei. D’altronde andavo male in tutte quelle “materie”, come si fa a non accorgersi dell’inutilità di quei libri, cosa mi servono a me? Dove mi portano se sono solo… se sono il nulla?
Pensavo quanto fossero fortunati gli altri, quei piccoli bambini ingenui, tutti in un unico mondo < ma io qui, non ci sono.

Che significato ha un amico? O meglio, un amica? Proprio quella compagnetta che mi piaceva a me. Impossibile da avere, il livello è troppo elevato per uno come me. Per uno che parla con l’aria, e il vento lo chiama da dietro come per giocare a rincorrersi l’un con l’altro, proprio come fanno i piccoli compagni tra di loro.
“Immagina”, diceva la mia voce interiore > un altro minuscolo me, posto nelle stanze tristi e vuote dei miei ricordi. Cosa serve farlo? > EVADERE.

Vai via! Ma se sto solo, con chi parlo? Benvenuto nuovo me, tienimi compagnia per questo mio nuovo viaggio. Ci sarai tu al mio fianco, proprio come fa un amico.

 

Segno di Uomo

Uomo è uomo
Uomo è uno
Uomo è forte
Uomo è solo
Uomo ha valore
 
Uomo deve divorziare
Uomo deve abortire
Uomo non deve credere
Uomo è ateo

Uomo è presunzione
Uomo è egoismo
Uomo è arroganza
Uomo è disturbo

Uomo ha classe
Uomo ha stile
Uomo è Dio

Uomo è moralismo
Uomo è rubare
Uomo è copiare
Uomo è bugia

uomo e Uomo

Uomo, hai il diritto di urlare quanto vuoi, e se vorrai stare zitto per sentirti diverso, fallo. Così compirai il tuo obbiettivo, sentirti bello e alternativo.
Tu – tanto, sei il migliore di tutti. Perché è proprio in te l’evidente segno di uomo.