Se fossi Joker

SQUOLA > motivo di risate. Banchi increduli si avvinghiano l’un altro su di me. Si accalcano le risate dei plebei < scopro che l’uomo è cattivo.
Tra loro, chi dovrebbe tutelarmi non lo fa, ma anzi alimenta la massa indigena… l’Insegnante, questo Dio mentore di ideali e valori comunisti; si è visto (infatti) come la sua età si mescolasse con quella dei quattordicenni.

E lo vedo anche ora, tutti che si credono insegnanti e (d)istruttori di ideali, mentre si fottono dalle risate seduti sopra matrimoni scuciti dalla moda e dalla voglia di “spararsi” la vita (in bocca) a 50 anni. Perché no, ognuno decide di far ciò che vuole. Ognuno è libero di mangiare la merda che vuole.

La lavagna e il gesso mi fanno impressione, le unghia rimangono limate e strillano stricate su quel nero opaco, la polvere mi sembra conoscente.
A casa ne ho tanta. E da molto che non la tolgo dai miei ricordi.

Ridono perché sono un cretino e ignorante. Ridono perché non ho l’orecchino. Ridono perché non bevo vino. Ridono perché sono umani. Ridono.

Ridono perché hanno tatuaggi, ridono perché si colorano i capelli, ridono perché scopano e ridono perché fumano. Ridono perché si drogano; ridono perché brucano le pecore e loro le riflettono. Ridono i centri sociali, ridono.

Invidio i 10 che portano sulle pagelle, io al massimo porto il 6. Li vorrei vedere questi bastardi ridotti come lo ero io. Straziato con la febbre della paura a casa che piango con minacce sorde di sguardi inquieti > i genitori, guastafeste.

Eppure io ci credo al matrimonio, è un sacrificio. Un progetto > evidentemente oggi il mainstream consiglia di stare soli.

Mi commuovo un istante, sono rimasto in linea con l’asilo. Me la gioco solo saltando tra un muretto e l’altro.

I 10 e i banchi si tirano quella cazzo di palla, simulano i calciatori di palle.

Se fossi Joker, voi tutti sareste Batman. Ad ognuno di voi il vostro pipistrello.
Io me la rido… siete voi i pagliacci.