lOro

Ricordo lOro quando mi prendevano in giro, quando ero la sufficienza ed è così che venivo trattato. Ricordo ed è distante ma invece di allontanarsi si avvicina sempre di più. Lo sento concreto come se fosse ieri, e non me ne do pace. Fantasie di lOro che si prostrano a me e dIo li rifiuto aprendoli lentamente. Mi sento vendicato ma la rabbia aumenta sapendo che era soltanto una futile fantasia. Futile come mi hanno fatto sentire tutti. Sono stato sempre inutile e piccolo, vi oDio tutti.
Eppure volevo soltanto giocare, ero ingenuo. Questa non è violenza? Umiliare un bambino e mortificarlo non è violenza? Prenderlo per il culo iniettandogli giorno dopo giorno la sfiducia, la critica, la “pseudo” disgrazia, la crisi e la paura, la tensione o la sfortuna.

Vi oDio tutti.

Vi odio gli occhi, le labbra, i capelli, anche il viso se ne avete uno. Forse, ma siete senza volto. O forse non lo voglio ricordare. O forse nessuno mi darà pace. Perché per averla dovreste soccombere tutti.

 

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vittima ⏦ aggressore

13 anni, giornata in piscina, ascolto l’orco che spalleggia e vanta di cose inesistenti e assurde, è mio coetaneo? Non lo ancora capito bene, ha i peli in faccia e un po ovunque, è grosso… le sue mani, le braccia e le gambe. E’ orribile e deformato, come quello che è stato. Mi racconta della sua presunta e grandiosa giovinezza perduta e di come l’abbia persa sposandosi con la donna sbagliata, mia madre. Forse vuole lasciarla mi dice, non sta più bene mi confida. Contemporaneamente una forma di impressione viscida comincia a ungere i miei pensieri, non riesco più a muovermi e mi blocco.
Lui continua a vantarsi goffamente… in un punto vago del suo ego-eloquio prende il discorso di mio fratello.
Dice che forse ha problemi, gli ricorda mio zio che è impazzito dopo essere stato cornificato, pensa però che è genetica e lui, mio fratellino, sia vittima dello stesso dna.
E’ tranquillo l’orco, non c’entra niente e il suo codice genetico è perfetto, razza ariana e pura. Discendenti ricchi, tutto nei suoi sensi è a suo favore. Magari, sostiene lui, anche io ho qualche chance di farne parte > della borghesia persa in favore della famiglia, dello sballo e delle feste, delle ragazze e dei soldi.

Tuo fratello, secondo me ha problemi… strani tic compulsivi lo attaccano senza lasciarlo libero di poter dirMi in faccia ORCO.
Mio fratello ha problemi perché suo padre lo ha scosso da bambino, e quello stesso genitore che avrebbe dovuto proteggerlo si rallegra che almeno IO non sono rimasto turbato. Ma da cosa turbato? Dal Papà.

La sera ci prendevi a pugni, ci sbattevi la faccia contro il muro, ci urlavi che eri stanco di noi. Con me non godevi quanto con mio fratello, lui si nascondeva sotto il letto per non farsi prendere, e giù nella polvere chiedeva assiduamente perdono per colpe mai avute. Io stavo seduto che aspettavo il mio turno mentre guardavo e studiavo inerte la scena.
Per riuscire a prendere mio fratello e farlo uscire da sotto il letto, usa la cinta per intimorirlo, come si fa con le bestie da cacciare. Una volta che un piede e fuori lo prende usando le dita grosse, le unghia lunghe aumentano la presa lui ora è in silenzio, non riesce a parlare perché l’altra mano è sulla sua gola, al massimo si sente qualche lamento, l’orco come intro gli dice che non è degno di essere suo figlio e per questo merita il trattamento. Si vanta almeno di avere un figlio che non ha paura (io) e che rimane ad aspettare anche lui la punizione accettando il rito.

Io

Io guardo, ma non racconto. Subisco appena 10 minuti dopo lo stesso trattamento. Io ho i capelli ricci, la presa viene meglio dalla mia testa. Sapore di muro, gli occhi guardano adesivi sul mobile dove mia madre ripone la mia biancheria… mi alieno, mi estraneo, vado via per un attimo-lungo dal mio corpo per provare a non capire.

Ma ci siamo, adesso ho capito… mio fratello ha cominciato a mostrare i segni di una scossa non perché ci fosse nato – è semplice. Ma per colpa di Papà. E quello stesso Papà non si capacità per i suoi diserbi ossessivi compulsivi, non capisce che è stato lui. E’ stato papà mio.

E’ stato questo figlio di puttana (la sua stirpe) che adesso aprirei lentamente. E non sopporto sentire che se faccio così divento come lui, perché non è così. Non serve a nulla pensare moralisticamente che tanto adesso l’ho superato. Lui mi ha tolto una parte di ME. E meriterebbe di essere murato vivo nelle pareti dove mi ha pressato con modi vigorosi.
Ma sapete una cosa? Io non lo toccherò mai non perché sennò farei i suoi stessi errori. Ma semplicemente perché non voglio SPORCARMI DI LUI. Della sua razza superiore, di cui l’unica paura adesso ironicamente, è farne parte.

Preferisco piuttosto pensare di costruire la mia famiglia, amare mia moglie, avere dei miei figli e trattarli con rispetto.

Sono gli ideali forti ad avermi salvato, non le trame dei film dove la vittima non uccide mai il suo aggressore per non passare dalla parte sbagliata. Fare fuori il mio aggressore mi avrebbe reso probabilmente libero, ma sporco. Ed Io rimango e voglio rimanerci > pulito.

Se fossi Joker

SQUOLA > motivo di risate. Banchi increduli si avvinghiano l’un altro su di me. Si accalcano le risate dei plebei < scopro che l’uomo è cattivo.
Tra loro, chi dovrebbe tutelarmi non lo fa, ma anzi alimenta la massa indigena… l’Insegnante, questo Dio mentore di ideali e valori comunisti; si è visto (infatti) come la sua età si mescolasse con quella dei quattordicenni.

E lo vedo anche ora, tutti che si credono insegnanti e (d)istruttori di ideali, mentre si fottono dalle risate seduti sopra matrimoni scuciti dalla moda e dalla voglia di “spararsi” la vita (in bocca) a 50 anni. Perché no, ognuno decide di far ciò che vuole. Ognuno è libero di mangiare la merda che vuole.

La lavagna e il gesso mi fanno impressione, le unghia rimangono limate e strillano stricate su quel nero opaco, la polvere mi sembra conoscente.
A casa ne ho tanta. E da molto che non la tolgo dai miei ricordi.

Ridono perché sono un cretino e ignorante. Ridono perché non ho l’orecchino. Ridono perché non bevo vino. Ridono perché sono umani. Ridono.

Ridono perché hanno tatuaggi, ridono perché si colorano i capelli, ridono perché scopano e ridono perché fumano. Ridono perché si drogano; ridono perché brucano le pecore e loro le riflettono. Ridono i centri sociali, ridono.

Invidio i 10 che portano sulle pagelle, io al massimo porto il 6. Li vorrei vedere questi bastardi ridotti come lo ero io. Straziato con la febbre della paura a casa che piango con minacce sorde di sguardi inquieti > i genitori, guastafeste.

Eppure io ci credo al matrimonio, è un sacrificio. Un progetto > evidentemente oggi il mainstream consiglia di stare soli.

Mi commuovo un istante, sono rimasto in linea con l’asilo. Me la gioco solo saltando tra un muretto e l’altro.

I 10 e i banchi si tirano quella cazzo di palla, simulano i calciatori di palle.

Se fossi Joker, voi tutti sareste Batman. Ad ognuno di voi il vostro pipistrello.
Io me la rido… siete voi i pagliacci.